Torna il FACEfestival XV- Aspromondo, arte e sostenibilità in Aspromonte
“Questo è Aspromondo.
Universi che si incontrano e si contaminano riportandoci all’origine,
dove ogni cosa vivente è sacra”.
Direzione Artistica Paolo Giosuè Genoese
Il giorno della presentazione della nuova proposta Aspromondo è il 14 agosto alle ore 18:00
Il festival mantiene la sua vocazione originaria: ospitare artisti capaci di generare bellezza sostenibile, processi partecipativi e nuove forme di relazione con il paesaggio.


Il FACE Festival Aspromondo continua a valorizzare la montagna bianca, trasformando l’Aspromonte in un luogo dove arte, natura e comunità si intrecciano in un’unica esperienza condivisa.
L’edizione 2026 conferma la sua struttura: la residenza artistica si svolgerà presso l’Ex Vivaio Forestale di Cucullaro, mentre le nuove opere saranno installate nel Bosco degli Artisti, ampliando il percorso permanente che negli anni è diventato un organismo vivo, in continua trasformazione.
Sei le nuove opere che sono in cantiere, due performances ed un talk durante i giorni dell’evento.
/quando
Il Bosco degli Artisti cresce come un ecosistema culturale: alcune opere mutano, altre si
rigenerano, tutte dialogano con il tempo, la luce, il vento la neve e sopratutto con chi decide di percorrere la nostra faggeta.
Chi entra nel Bosco deve poter respirare arte, attraversarla, toccarla, abitarla, respirare arte, in tutte le sue molteplici forme.
Il Bosco muta e diventa un nuovo luogo sperimentale dove le arti si mescolano insieme per
rafforzare a vicenda i propri linguaggi;
Tutte le opere del Bosco, non vivono senza la partecipazione attiva del fruitore. Perché pongono delle domande, si fanno attraversare, si fanno girare attorno, ti fanno accomodare, alcune anche rannicchiare e stare al riparo.
Ti fanno fermare a riflettere. Rendono una passeggiata fresca nel bosco ancora più piacevole, invitano alla riflessione aumentando la percezione, il fruitore del bosco non è soltanto l’essere umano e questo crea una connessione profonda con il luogo.
L’edizione 2026 del FACE Festival Aspromondo si fonda anche su un equilibrio tra nuova
produzione e cura del patrimonio esistente, costruendo un dialogo generazionale e poetico tra chi crea oggi e chi ha contribuito alla storia del Bosco degli Artisti negli anni passati. La selezione degli artisti invitati e degli artisti di ritorno risponde a questa visione, articolando un racconto che intreccia rigenerazione, ampliamento e memoria.
/facefestival
Negli anni, il FACE FESTIVAL grazie alla partecipazione di artisti, associazioni, volontari e pubblico è diventato un piccolo e luminoso faro, un salto verso la bellezza. Un contenitore d’arte, dal teatro alla danza, dalla cinematografia alla land art, dalla fotografia alla scultura.
FACE Festival ha dato vita ad alternative forme di fruizione dell’arte fondate su dinamiche partecipate e interattive quali laboratori, workshop, esperienze sensoriali rivolgendosi così ad un pubblico non elitario ma eterogeneo.
La struttura dell’evento risulta anch’essa contaminante e flessibile, adattabile alle esigenze del fruitore, lontana dall’ottica del percorso preconfezionato rompe gli argini dell’arte musealizzata innescando estemporaneità emotive, fruizioni condizionate non più dalla rigida struttura espositiva ma dal trasporto empatico, dal coinvolgimento passionale.


Dalla sua prima edizione nel 2007 e fino al 2019 il FACEFestival è stato realizzato all’interno del Parco Ludico Tecnologico e ambientale di Ecolandia, crescendo sempre di più e connotandosi quale “evento interattivo” comprendendo all’interno del luogo scelto un rapporto diretto e reciproco tra attori ed attanti, pubblico ed artisti coinvolti.
Evento e luogo si sono sviluppati in simbiosi, al punto da realizzare nel 2017 il “primo museo all’aperto della Città Metropolitana”.
Un modo nuovo di coniugare tematiche importanti quali l’identità territoriale, l’emergenza ambientale, le future strategie di sviluppo sostenibile con modalità particolarmente innovative ed avanguardiste incentrate su l’immaginazione e la creatività, coinvolgimento e condivisione di strategie ed obiettivi che risultano molto efficaci, affinché le reali ricadute di un evento di tali dimensioni non si limitino ad una ridotta fase spazio-temporale, ma possano avere un consistente effetto “moltiplicatore” in termini di ricadute dirette e indirette.
/aspromondo
Nell’ottica dell’effetto “moltiplicatore” e della contaminazione, che nel 2021 il FaceFestival muta in Aspromondo, decide di esplorare e “insediarsi” in una nuova location il Geoparco dell’Aspromonte, nella splendida cornice dell’Ex Vivaio Forestale Cucullaro, di Santo Stefano d’Aspromonte. È una continuazione, una rigenerazione e lo si capisce già dalla denominazione dell’evento che viene ampliata in “FACEFestival-ASPROMONDO” specificatamente per creare un elemento di collegamento imprescindibile del progetto con il luogo dove si realizza e di conseguenza valorizzarlo.
ASPROMONDO-FACEFestival10, “rigenerato” è un progetto pilota di residenza artistica, nato in sinergia tra Comune di Santo Stefano in Aspromonte, Accademia di Belle Arti di Catanzaro e di Reggio Calabria che mantenendo i “valori” iniziali del Festival, si è posto l’obiettivo di creare un Ecomuseo diffuso, circondato da boschi e montagne, un percorso d’arte immerso nella natura.
L’azione è tesa ad incrementare significativi flussi di visitatori e turisti, costruire una nuova notorietà del le luogo. l Bosco degli Artisti di Gambarie è un percorso d’arte immerso nella faggeta aspromontana, dove installazioni permanenti oggi dialogano con la montagna. Qui l’arte cresce come un organismo vivo, trasformandosi insieme al bosco e a chi lo percorre. Un museo diffuso che rende la montagna un’esperienza sensoriale, poetica e profondamente contemporanea.
/ricaduta
La principale ricaduta di ASPROMONDO – FACE Festival è la promozione dell’immagine di Santo Stefano in Aspromonte e dell’intero territorio del Geoparco, attraverso azioni di valorizzazione della sua identità culturale e paesaggistica.
Il Festival è stato concepito come un processo culturale ed economico capace di coinvolgere artisti, cittadini e istituzioni in un percorso condiviso, generando attorno all’arte e al paesaggio circuiti virtuosi di occupazione, coesione sociale e sviluppo turistico. L’arte diventa così un motore di rigenerazione territoriale, un linguaggio comune che rafforza il senso di appartenenza e apre nuove possibilità di fruizione della montagna.
/luoghi
Gli artisti invitati nelle passate edizioni hanno vissuto il luogo, lo hanno attraversato, osservato, raccontato, condiviso: un’esperienza immersiva che ha generato un legame autentico e profondo, ideale per la progettazione di opere di arte pubblica destinate ad arricchire gli spazi del Comune. Durante le residenze, gli artisti hanno coinvolto i visitatori nel processo creativo, rendendoli partecipi di ciò che stava accadendo.
Questo metodo ha permesso al pubblico di percepire le opere e le performance come proprie, come parte integrante del territorio. Per l’edizione 2026, i luoghi delle attività saranno due:
- Ex Vivaio Forestale di Cucullaro – sede della residenza artistica;
- Bosco degli Artisti – luogo destinato all’installazione delle nuove opere e alle performance.
/2026
Aspromondo nasce come un lungo periodo di condivisione e riflessione, un’esperienza di
immersione naturale tra i profili montani e le suggestioni ancestrali del Geoparco.
L’edizione precedente ha confermato la capacità del Festival di coinvolgere attivamente
cittadinanza, amministrazione e turisti, generando un nuovo modo di vivere il tempo in montagna.
La residenza rappresenta il cuore metodologico del Festival: gli artisti sono invitati a vivere la montagna, a conoscerne ritmi, silenzi, comunità e paesaggi, costruendo un legame autentico con il territorio. Questo processo permette la nascita di opere che non vengono semplicemente collocate nel bosco, ma generate dal bosco, in dialogo con esso.
/artisti
Per l’edizione 2026 sono stati selezionati i seguenti artisti:
Mauro Maurizio Palumbo
Artista e performer che indaga il rapporto tra corpo, spazio e materia naturale. Le sue opere nascono dall’ascolto profondo dei luoghi.
Ipotesi progettuale: una struttura abitabile o un dispositivo scultoreo che amplifica il respiro del bosco, invitando il pubblico a sostare e percepire la montagna nel suo essere pulsante.
Collettivo.Quarantotto
Gruppo multidisciplinare attivo tra arti visive, performance e pratiche
partecipative. Lavora su processi collettivi e dispositivi relazionali.
Ipotesi progettuale: un intervento che lascia tracce temporanee nel bosco, costruite insieme ai visitatori durante la residenza, trasformando il percorso in un archivio di gesti condivisi.
Salvatore Piromalli
Artista e performer e guida ufficiale già attivo nel territorio aspromontano, con una ricerca che intreccia identità, zoologia e didattica.
Ipotesi progettuale: una scultura oversize che rappresenta una salamandra pezzata. Sarà utile al lavoro delle guide per raccontare l’aspetto faunistico.
Maria Neve Vallone
Artista visiva che lavora tra pittura, installazione e sperimentazione materica, con forte attenzione ai temi della memoria e del paesaggio.
Ipotesi progettuale: un’installazione poetica che lavora sul concetto di soglia, di passaggio e di incontro tra umano e naturale, integrando elementi pittorici e materici.
Beatrice Valenza
scenografa che indaga corpo, identità e relazione attraverso pittura,
installazione e pratiche sperimentali.
Ipotesi progettuale: una micro-architettura sensoriale che invita il visitatore a rannicchiarsi,
ascoltare e percepire il bosco da una prospettiva intima e protetta.
Paolo Infortuna
Artista e designer che lavora sulla forma, sulla materia e sulla relazione tra
oggetto e spazio. Ipotesi progettuale: una struttura sonora modulare che dialoga con la verticalità degli alberi, creando un nuovo ritmo visivo e un punto di osservazione rinnovato.
Ilaria Notaro
Artista che lavora con tessuti, intrecci, fibre naturali e materiali organici, con una poetica legata alla cura e alla trasformazione.
Ipotesi progettuale: una tessitura ambientale che avvolge tronchi e radure, trasformando il bosco in un grande telaio naturale.
Andrea Foti
Artista e direttore d’orchestra, attivo tra musica, installazione e ricerca formale. Ha già partecipato a precedenti edizioni del Festival.
Ipotesi progettuale: un intervento che integra elementi sonori e scultorei, proseguendo la sua ricerca sulla forma essenziale e sul dialogo tra materia e paesaggio.
TECHNE LAB
Collettivo composto da Angela e Caterina Pellicanò e Ninni Donato. Lavora tra arte, tecnologia e processi sensoriali, con particolare attenzione alla relazione tra corpo, luce e ambiente.
Ipotesi progettuale: un’installazione interattiva che reagisce al passaggio dei visitatori o alle
variazioni climatiche, trasformando il bosco in un organismo luminoso e sonoro.
Ognuno di loro porterà nel Bosco degli Artisti un intervento coerente con la propria poetica e con la natura del luogo: installazioni sensoriali, strutture organiche, dispositivi relazionali, opere che invitano alla sosta, all’ascolto, alla riflessione. La varietà dei linguaggi coinvolti — dalla scultura alla tessitura ambientale, dalla ricerca tecnologica alla land art — arricchirà ulteriormente il percorso, rendendolo un museo diffuso in continua evoluzione.
Il flusso vitale dell’evento rimane invariato: la residenza come tempo di immersione e sperimentazione, il Bosco come spazio di restituzione pubblica. Questa struttura permette di consolidare il rapporto tra artisti, territorio e comunità, generando un’esperienza culturale che non si esaurisce nei giorni del Festival, ma lascia tracce durature, materiali e immateriali.
Per questa edizione inoltre ci avvaleremo della collaborazione di 3 esperti esterni, che con il loro percorso hanno tracciato significativi solchi nella cultura e nelle visioni di Calabria e saranno protagonisti di un talk che chiameremo La Cura.




