In questa nuova intervista di #EtimoloPeople, siamo entrati nel mondo di Gianluca Calarco.
In che modo il tuo stile interagisce con il concetto di identità? Pensi che il tatuaggio sia uno strumento per definire chi siamo o per trasformare chi vorremmo essere?
Per come la vedo io, il tatuaggio può essere entrambe le cose, perché è un linguaggio totalmente soggettivo e libero. Da un lato, incontro persone che lo usano per raccontare la propria identità, trovando nello stile il modo perfetto per esprimersi o per sfogare qualcosa che si portano dentro. Dall’altro, può essere un modo per trasformarsi e vedersi in maniera diversa. Oggi, in generale, l’aspetto estetico e l’immagine hanno un peso enorme, e molti tatuaggi vengono fatti per “abbellire il corpo” ma per me il vero fascino del tatuaggio rimane sempre quello di creare qualcosa di unico e di raccontarsi attraverso l’arte.


In un panorama globale in cui il tatuaggio si sta evolvendo rapidamente, in che misura senti di far parte di una tradizione storica e dove cerchi invece di creare nuovi stili?
La tradizione per me rappresenta le fondamenta: il rispetto per la tecnica, la solidità del segno e la durata nel tempo. Tuttavia, cerco l’innovazione nella composizione, nell’uso delle linee o nell’unione di elementi moderni per trovare una mia voce unica nel panorama contemporaneo.
Negli ultimi anni il tatuaggio è passato da fenomeno di nicchia a
espressione artistica mainstream. Come hai vissuto questo cambiamento e come influisce sulla percezione del tuo lavoro?
Vedo questo cambiamento in modo positivo: finalmente il tatuaggio viene riconosciuto come una vera e propria forma d’arte e non più come un pregiudizio sociale. Questo mi permette di confrontarmi con un pubblico molto più ampio e consapevole. L’unico rischio di questa forte diffusione è che si tenda un po’ all’omologazione, ma secondo me è proprio in quel momento che la ricerca e il lavoro del singolo artista diventano fondamentali per fare la differenza e distinguersi

Verso quale direzione sta andando la tua ricerca artistica? C’è una
frontiera tecnica o concettuale che vorresti esplorare nei prossimi anni?
In questo momento il mio obiettivo è crescere dal punto di vista artistico, continuando a esplorare stili diversi. Credo sia fondamentale studiare e capire bene cosa si vuole fare, senza avere troppa fretta: il nostro ambiente sta cambiando velocemente e le tecniche stanno diventando sempre più precise, quindi servono tanto allenamento, costanza e consapevolezza. Per ora non mi chiudo in un unico stile definito. Tra quelli che sento più affini a me c’è sicuramente il lettering, che si collega direttamente al mondo dei graffiti, e i lavori semi-realistici con un’impronta ‘urban’ come l’inserimento di tag ed elementi di strada, oppure il fineline, a livello tecnico per migliorare ed essere sempre più precisi nelle linee
Quali sono le tue principali fonti di ispirazione? Ci sono libri, film o altri
artisti che hanno avuto un impatto significativo nella strutturazione del
tuo immaginario?
A livello artistico sono sicuramente molto ispirato da professionisti come Edwart, Rems e Smeri: tre tatuatori della scena di Milano che stimo molto, con un’identità urban fortissima e legatissimi al mondo dei rapper e degli stilisti. Anche io mi sento molto vicino a quell’immaginario. Oltre al tatuaggio, infatti, ho una grande passione per i vestiti e la moda. Seguo molto designer come Domenico Formichetti e brand come Bape o Chrome Hearts, realtà che riescono a darmi continui input anche quando devo creare progetti e disegni miei. Un altro pilastro fondamentale è la musica: la ascolto praticamente h24 ed è lo strumento che più di tutti mi aiuta a staccare dal mondo esterno per concentrarmi al massimo sul disegno..
Chi è Gianluca Calarco?

Classe 2003, nato e cresciuto a Reggio Calabria, affondo le mie radici artistiche nella cultura hip-hop, tra lo skate e i graffiti.
Oggi, a 22 anni, traduco quel background sulla pelle: ciò che preferisco fare di più sono i lavori semi-realistici d’impronta urban fatti di tag, banconote ed elementi di strada insieme alla precisione pulita del fineline.
La mia estetica è influenzata a 360 gradi dal mondo dei tatuaggi, della moda e della musica, stimoli quotidiani che mi spingono verso un’evoluzione continua, con l’obiettivo di dare una forma visiva e fresca all’immaginario della mia generazione.





