Anábasis (ἀνάβασις) La strada verso l’alto passa anche dal fondo  / La parola che resiste di Valentina Giua
Anábasis

Anabasi deriva dal greco antico anábasis (ἀνάβασις), “salita”, “ascesa”, “movimento verso l’alto”. Il termine deriva dal verbo anabaínō (ἀναβαίνω), che significa “salire”, composto da aná (ἀνά), “su”, “verso l’alto”, e baínō (βαίνω), “andare”, “avanzare”.

Nella storia, però, l’anabasi può diventare anche un andare verso l’interno: un movimento che non è soltanto geografico, ma umano.

Anábasis
(Disegno realizzato dall’artista e biologo Fabio Privitera)

L’Anabasi di Ciro, impossibile non citarla, è la più celebre opera dello storiografo greco Senofonte. Risalente al IV secolo a.C., il testo narra del tentativo di Ciro il Giovane di impossessarsi del trono di Persia, impresa nella quale coinvolge circa diecimila mercenari greci. Ciro morirà nella battaglia di Cunassa e, dopo la sua morte, per i Greci inizierà una lunga e difficile marcia di ritorno.

È proprio questa parte del racconto ad assumere una forza particolare: il viaggio diventa metafora di coraggio, di ricerca di una direzione quando quella originaria è stata perduta, di un’ascesa che nasce da una condizione di difficoltà.

In questo modo il racconto storico diviene metafora filosofica per indicare l’ascesa a partire da paradigmi differenti, come quello spirituale e quello fisico.

Prima di ogni ascesa c’è una discesa che non sempre scegliamo.

La chiamavano catabasi: il cammino verso il basso (katá = giù, e básis = cammino, passo).

Nella letteratura e nel mito può indicare il viaggio nell’Ade, la discesa agli Inferi. Orfeo, Ulisse, Enea: per tornare alla luce devono attraversare ciò che sta sotto la superficie.

Forse è per questo che l’anima non può essere liberata soltanto salendo.

Deve prima avere il coraggio di scendere.

Questo percorso l’ho inteso nel senso più intimo possibile, un viaggio per scrutare, analizzare, provare, cercare e risalire, e ancora ascendere.

Valentina Giua

Anabasi, La parola che resiste, Etimologia Magazine 

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(Disegno realizzato dall’artista e biologo Fabio Privitera)

(Brano in cuffia: Blanco White – Colder Heavens – Yucatan Session)