
Storie di Interni
Terza uscita di EtimoloINTERIOR:”MA QUINDI…COSA FA L’INTERIOR DESIGNER, QUANDO CHIAMARLO? PERCHÈ È NECESSARIO?”
Diciamoci la verità, mia nonna, dopo 10 anni di attività, ancora non ha capito cosa faccio e quando provo a spiegarglielo la conversazione si conclude così: “non lo capisco, ma ti pagano?”. (crudo ma giusto!)
Mio padre i primi anni, quando gli chiedevano cosa facesse sua figlia, rispondeva che mi occupavo di una branca artistica dell’architettura. (Io sbigottita)
Alcuni miei amici mi chiamano chiedendomi se conosco figure professionali da consigliargli che fanno cose che faccio io… (solo puntini sospensivi)
Insomma, credo sia arrivato il momento di rispondere alla domanda “MA L’INTERIOR DESIGNER COSA FA? QUANDO DEVO CHIAMARLO? PERCHÈ DOVREI AVERNE BISOGNO?”
Frasi da leggere tipo libretto illustrativo: questa spiegazione è rivolta ai VERI interior designer, non quelli che fanno corsi improvvisati di qualche mese online, né gli arredatori che dicono di poter fare tutto, né chi è appassionato e giocava a The Sims da piccolo.
Interior Design significa letteralmente “progettazione d’interni”. A differenza di ciò che ormai in Italia si è diffuso, non è un aggettivo che evidenzia il bello, ma è proprio una disciplina.
L’interior Designer, di conseguenza, può progettare gli spazi interni ovvero, case, ville, appartamenti, locali, negozi, studi professionali, stand per fiere, allestimenti tutto ciò che riguarda uno spazio, ad esclusione della struttura e dell’elaborazione delle pratiche comunali (ma il 90% delle volte, un’Interior Designer ha il proprio professionista di fiducia con cui di interfaccia e se ne occupa).
Nel concreto ci occupiamo del progetto dalla A alla Z, abbracciando ogni aspetto: conoscenza del cliente e colloqui con gli stessi, sviluppo del concept, rilievo, disegno in 2D dello spazio, progettazione 3D, render, gestione fornitori e preventivi, disegni esecutivi di mobili su misura, gestione e coordinamento dell’impresa incaricata, visite in showroom, visite in cantiere, scelta materiali e colori, fino a chiavi in mano.
In che momento della ristrutturazione si chiama l’Interior Designer?
L’interior designer è una figura da chiamare sin da subito, appena si decide di ristrutturare un qualsiasi spazio, proprio perché si può occupare di ogni aspetto. Prima si chiama e prima lo spazio sarà funzionale in base alle tue esigenze e parlerà un unico e personalizzato linguaggio.
Oppure puoi chiamarlo per rendere uno spazio più funzionale perché ti sei res* conto che i mobili che hai non ti bastano più o perché vorresti una stanza in più per la lavanderia o perché devi ampliare la tua casa per l’arrivo di un bimbo…
Oppure puoi chiamarlo per dare identità ad uno spazio asettico o semplicemente per cambiare l’aspetto di ambienti che non ti rispecchiano più.
O ancora sei un’azienda e devi partecipare a qualche fiera in giro per il mondo.
Quindi…quando chiamare un Interior Designer? La risposta è DIPENDE, ma prima lo chiami e meglio è.
Detto ciò… perché dovresti averne bisogno?
La qualità principale, a mio parere, che distingue l’interior design è l’approccio. Si tratta di un approccio molto empatico, che si fonda sulla conoscenza del cliente (sia privato che aziende) e sullo sviluppo del concept. Senza un forte concept, non può nascere un forte progetto. Se si tratta di una casa, per esempio, il mio compito è quello di capire chi deve viverla.
Fatto ciò disegnerò gli spazi al fine di renderli FUNZIONALI in base alle abitudini e necessità del cliente. E sceglierò colori, materiali, arredi al fine di creare un ambiente che possa accogliere il cliente e farlo sentire a casa, “quel sospiro di sollievo”.
Se si tratta di un locale, negozio o azienda invece, il mio compito è quello di studiare l’azienda, i loro punti di forza, cosa vendono, il target a cui è rivolta e progettare uno spazio che rispecchi il suo linguaggio e che possa attrarre le persone giuste. Il mio compito è quello di studiare il brand e costruire attorno un’immagine chiara, forte che si possa leggere negli spazi.
In più… l’Interior Designer ti fa risparmiare. Quante volte ti è capitato di comprare un mobile e poi pentirtene perché non è della giusta misura o non si abbina al resto dell’ambiente? Quante volte ti è capitato di abbattere una parete in corso d’opera perché non era come te l’aspettavi? Quante volte ti è capitato di modificare i punti luce o aggiungerne dopo esserti trasferit* perché non avevi calcolato bene la potenza? Richiama gli operai, paga di nuovo materiali, paga di nuovo le loro giornate, manda indietro i prodotti… Hai speso più soldi.
La mia non vuole essere un’opera di convincimento, sarebbe abbastanza cringe. Voglio solo rendere chiara la mia figura, voglio solo rispondere alle domande che ricevo quotidianamente, voglio spiegare cosa facciamo in termini semplici, senza tutti quegli inglesismi che sono tanto belli quanto vaghi e che spesso confondono anche me.





