Il progetto Archetipa, ideato dalla designer e artista multidisciplinare Sara Ricciardi, si configura come un’esperienza trasformativa ospitata nella cornice storica di Casa Farsetti, a Castelfiorentino. L’iniziativa, parte integrante del programma GALASSIA FRAC, si distacca dal design tradizionale orientato al prodotto per abbracciare una dimensione puramente relazionale e performativa. Il cuore dell’intervento è un laboratorio intensivo rivolto esclusivamente a un collettivo femminile eterogeneo — con un’età compresa tra i 16 e i 100 anni — volto a esplorare il concetto di “femminile radicale” e la potenza creativa legata ai cicli della vita e della terra.


Attraverso l’uso simbolico della maschera, intesa come strumento di trasfigurazione e protezione, Sara Ricciardi guida le partecipanti in un percorso che fonde antropologia, artigianato e rito. Durante le giornate di residenza, il corpo diventa il medium principale per indagare archetipi antichi, riconnettendo la dimensione individuale a quella collettiva e lunare. L’obiettivo non è la semplice creazione estetica, ma l’attivazione di uno spazio di condivisione profonda in cui il gesto artistico serve a manifestare desideri, memorie e visioni comuni.

Inserendosi nella visione di FRAC (Festival di Ricerca Arte Contemporanea), l’esperienza di “Archetipa” mira a scardinare il confine tra autore e spettatore. L’artista non impone una forma, ma agisce come catalizzatrice di energie, trasformando il borgo toscano in un laboratorio a cielo aperto dove il design diventa lo strumento per tessere nuovi legami sociali. L’evento culmina in una restituzione corale che celebra la ciclicità e la rigenerazione, confermando l’impegno di GALASSIA FRAC nel promuovere linguaggi contemporanei capaci di dialogare con i territori e le comunità che li abitano.
Cos’è GALASSIA FRAC?
GALASSIA FRAC è una piattaforma di ricerca, produzione e attivazione nelle arti contemporanee. Nasce dall’esperienza di FRAC Festival nel 2015 e opera attraverso residenze, workshop ed eventi site-specific, attivando relazioni tra corpo, paesaggio, suono, materia e comunità. Privilegia processi lenti e immersivi, fondati sull’ascolto e sull’attenzione al contesto.





