Qual è il significato profondo del nome Nova Media, di cosa vi occupate nello specifico e quale progetto ha segnato l’inizio concreto del vostro percorso insieme?

Cosa significa essere un duo multidisciplinare? Come si fondono le vostre competenze all’interno del vostro processo creativo?

Perché per voi è essenziale che l’opera interagisca con lo spazio fisico reale anziché limitarsi a un supporto digitale? C’è un’installazione che considerate oggi il vostro lavoro manifesto?

Come gestite il dialogo tra dimensione sonora e visiva? Esiste una gerarchia progettuale o nascono da un processo simultaneo? Come influisce questo equilibrio sulla costruzione del racconto?

Quali sono le tue principali fonti di ispirazione al di fuori del campo artistico? Ci sono libri, film o musicisti che hanno avuto un impatto significativo nella strutturazione del vostro immaginario?

Attraverso la sperimentazione con il projection mapping, hanno cercato di mediare il contenuto visivo attraverso lo spazio architettonico, proponendo una narrazione che si allontana dall’alienazione dello schermo. Così facendo, valorizzano la natura intrinseca dello spazio stesso, amplificandone il senso di quiete e identità.

Nova Media ha collaborato con diversi artisti e istituzioni culturali, tra cui: Iosonouncane, Daniela Pes, Gio Evan, Fabrique Milano, Club2Club Torino, GAM Torino, Club Silencio, Recontemporary, Reggia di Venaria, OGR, Seminaria Sogninterra e Castello di Barolo.